Consulenza contabile, fiscale e tributaria < Deducibilità delle erogazioni liberali dal reddito di impresa
Rubrica a cura di Pietro Giulio Melis, Dottore Commercialista e Revisore Contabile
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Una tipologia di finanziamento molto nota agli enti no-profit è costituita dalle erogazioni liberali o donazioni.
Tale forma di finanziamento è caratterizzata dall’assoluta liberalità e gratuità con la quale il donatore effettua il versamento della somma, senza cioè implicare tale liberalità il diritto ad una controprestazione.
Nonostante la motivazione “morale” che solitamente caratterizza tale tipologia di finanziamento, gli aspetti fiscali relativi alla deducibilità di tali somme dal reddito di impresa del donatore possono in alcuni casi essere rilevanti.
In tale sede si intende circoscrivere l’analisi al profilo fiscale delle erogazioni liberali con riferimento al reddito di impresa, si considera cioè il trattamento fiscale dell’erogazione liberale per un’impresa (soggetto IRES) che versa una donazione a favore di un ente no-profit.
Come vedremo, la deducibilità fiscale, sia essa totale, parziale o nulla, delle erogazioni liberali per chi effettua tale liberalità dal reddito di impresa del medesimo soggetto è questione estremamente importante in quanto determina di fatto un maggior o mino costo dell’erogazione liberale stessa, evidentemente in termini di imposte risparmiate.
Il concetto alla base dell’analisi presuppone che qualora l’erogazione liberale sia una somma deducibile dal reddito di impresa, il donatore possa sostanzialmente dedurre tale “costo” dal proprio reddito imponibile.
L’attuale normativa inerente la deducibilità fiscale dal reddito di impresa delle erogazioni liberali prevede diversi gradi di deducibilità in funzione delle caratteristiche dell’ente percipiente la liberalità ovvero delle attività da questi svolte.
Sinteticamente si possono individuare diversi gradi di deducibilità, di seguito esposti in ordine di deducibilità (da grado maggiore a inferiore) dal reddito di impresa del donatore:
Si considerino i seguenti esempi nei quali assumiamo:
| Soggetto no-profit | Importo donazione | Effettivo costo della donazione | Risparmio % |
| Fondazione (n. 1) | 20.000,00 € | 13.720,00 € | 31,40% |
| 10.000,00 € | 6.860,00 € | 31,40% | |
| 5.000,00 € | 3.430,00 € | 31,40% | |
| ONLUS (n. 2) | 20.000,00 € | 16.860,00 € | 15,70% |
| 10.000,00 € | 6.860,00 € | 31,40% | |
| Ente (n. 3) | 5.000,00 € | 4.372,00 € | 12,56% |
| 2.000,00 € | 1.372,00 € | 31,40% | |
| ONLUS (n. 4) | 5.000,00 € | 4.372,00 € | 12,56% |
| 2.000,00 € | 1.372,00 € | 31,40% | |
| A.P.S. (n. 5) | 5.000,00 € | 4.513,50 € | 9,73% |
| 2.000,00 € | 1.513,50 € | 24,33% |
Al fine di garantire la deducibilità delle erogazioni liberali la normativa fiscale richiede alcuni adempimenti e requisiti formali.
Dato l’effettivo risparmio conseguito dal donatore nei casi elencati si consiglia di rendere nota la possibilità di deduzione, nel caso in cui l’ente rientri tra quelli elencati, ovvero verificare le caratteristiche dell’ente no-profit in modo da garantire la deducibilità delle somme ricevute a titolo di erogazione liberale.
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